LO SGARRO CHE FA LA DIFFERENZA

Sei davvero sicuro che il tuo sgarro non faccia la differenza?

Troppo spesso alla domanda “Come va la dieta?” La risposta è “Abbastanza bene”.

Iniziamo con una precisazione: a mio avviso la dieta non deve essere né troppo rigida né troppo restrittiva e deve dare modo alla persona di potersi sentire bene.

Sentirsi bene non solo fisicamente ma anche mentalmente.

L’alimentazione impartita deve in qualche modo assecondare le abitudini e le necessità di un individuo.

Chiaramente, questo non significa essere liberi di mangiare liberamente come e quando si vuole, ma è giusto trovare un punto d’incontro tra le abitudini personali e ciò che teoricamente sarebbe corretto fare.

Non allenando atleti o sportivi professionisti, parto dal presupposto che la dieta perfetta non la seguirà nessuno dei miei clienti per questo motivo la strategia che adottiamo ad AB Studio è quella di seguire una dieta imperfetta ma che sia perseguibile nel tempo.

Per alimentazione imperfetta intendo che per la persona comune è più facile seguire una dieta con qualche concessione piuttosto che con troppe restrizioni.

Magari la dieta più restrittiva può dare un risultato migliore bel breve termine, ma è ampiamente dimostrato che la dieta troppo rigida porta la persona media a mollare entro il terzo mese, risultando a tutti gli effetti fallimentare sul lungo periodo

Il vero segreto non è tanto la difficoltà o la presunta complessità di un piano alimentare bensì la sua perseguibilità nel tempo.

Ecco allora che entra in gioco la parola “sgarro” con ancora più importanza, perché se è vero che uno “sgarretto” di tanto in tanto in una dieta molto rigida e restrittiva non fa troppa differente, è altrettanto vero che fa una grossissima differenza in un piano in cui gli sgarri sono già previsti.

Una dieta semplice che va incontro alle esigenze della persona potrebbe già contenere quegli sfizi che dovrebbero rendere il tutto più semplice e solitamente prevede un deficit calorico minimo.

Ora facciamo un esempio per come uno sgarro possa cambiare drasticamente un piano alimentare.

Se Pippo ha un metabolismo da 1500kcal e si metta a dieta a 1300kcal crea un deficit calorico di 200kcal/giorno.

Sapendo che 1kg di grasso corrisponde a circa 7000kcal possiamo calcolare quanto tempo occorre a Pippo per perdere 1 kg.

7000:200 = 35 giorni

Se Pippo in quel mese commettesse piccoli sgarri come ad esempio:

  • due caffè con zucchero: +60kcal
  • una caramella: +10kcal
  • non pensando la pasta mangia 10g di pasta in più: + 35kcal
  • sulla pasta aggiunge il Parmigiano non previsto: +40kcal
  • totale +145kcal

Con questi piccoli sgarri il deficit calorico di Pippo non è più 200 ma 55kcal (200-145).

Ora per perdere un chilo impiegherebbe 127 giorni (7000:55).

Un altro esempio di come una sgarro può incidere gravemente è quello in Pina è bravissima con la dieta dalla domenica al venerdì, lasciandosi poi andare il sabato.

Pina che segue la dieta con un deficit calorico di 200kcal al giorno per 6 giorni, crea una deficit totale di 1200kcal.

Sabato per premiarsi mangia:

  • una brioche a colazione anziché quattro fette biscottate (+140kcal)
  • un piatto di pasta alla carbonare anziché al sugo di pomodoro (+220kcal)
  • un gelato al pomeriggio anziché una mela (+100kcal)
  • una pizza anziché la cena prevista, una birra media e un dolcetto non previsti (+100kcal +225kcal +255kcal)
  • totale 1040kcal

In pratica Pina, per essersi lasciata andare (neanche troppo) sabato ha quasi annullato la dieta dell’intera settimana, creando alla dine un misero deficit calorico di 160kcal a settimana (1200kcal -1040kcal), pari 23kcal al giorno.

In questo esempio per perdere un chilo di grasso sarebbero necessari 305 giorni (7000:23).

Per concludere, Pippo e Pina sono convinti di “seguire” la dieta, ma non vedranno nessun risultato e concluderanno affermando che la dieta non funziona.

Da notare che in questi esempi non si è tenuto da conto il deficit calorico che sarebbe potuto ottenere dall’attività fisica.

Faccio notare in fine che la scelta giusta non sarebbe fare la fame per sei giorni per poi mangiare a dismisura nel weekend.

Questa purtroppo è una pratica molto utilizzata.

Il  nostro metabolismo non ragiona solo con la matematica dunque si possono creare grossi problemi, talvolta quasi irreparabili, ma questo lo spiegherò in un altro articolo.